
Cicerone filosofo romano.
Gli effetti politici di una scelta filosofica.

Cicerone fu un romano che am profondamente la filosofia e la
consider qualcosa di divino, un grande dono degli di agli
uomini. Egli coltiv la filosofia fin dall'et di diciotto anni;
assiduamente per una decina d'anni, saltuariamente per il resto
della sua vita, condizionato com'era dall'impegno politico.
Cicerone pose al centro della sua riflessione il rapporto
filosofia-politica e abbracci sia la convinzione di Polibio sul
carattere epistemico della costituzione romana, sia la dottrina
dei suoi maestri stoici (Posidonio fu anche suo ospite a Roma)
sulla coincidenza fra diritto romano e diritto naturale. Da queste
premesse egli deduceva che il diritto romano, se applicato
correttamente, era in grado di garantire la giustizia fra gli
uomini. Inoltre il valore epistemico della costituzione e del
diritto romano rendevano possibile un'armonia fra l'impegno
politico e la filosofia. Anzi Cicerone, sottolineando i limiti del
filosofo che coltiva la giustizia a livello individuale, finiva
con il porre a un livello superiore il politico che cerca di
realizzare la giustizia non solo per s, ma per l'intera comunit
degli uomini. Queste sue idee spiegano molte delle sue scelte
politiche, compresa quella a favore di Bruto, difensore della Roma
repubblicana, a cui aveva dedicato il De finibus e che considerava
anche un esimio esponente dello stoicismo romano, e quella contro
Cesare che per quel principato [...] sconvolse tutte le leggi
divine ed umane (De officiis, I, 26). Famose sono poi le sue 14
Orationes Philippicae contro Antonio. Cesare e Antonio erano, nel
giudizio di Cicerone, nemici della Repubblica perch minacciavano
direttamente con la loro azione - la nuova e illegale istituzione
del triunvirato prima e lo stravolgimento dell'istituzione
consolare e di altre importanti istituzioni della Repubblica poi -
la costituzione di Roma basata su princpi certi e assoluti.
Quindi le idee filosofiche di Cicerone furono, almeno in parte,
causa della sua estromissione dalla vita pubblica e della sua
morte violenta (43 avanti Cristo)

